Un monaco con tatuaggio tradizionale

I tatuaggi sak yant in Cambogia, tra magia e tradizione

La Cambogia è ormai un paese moderno, dove tra i giovani si diffondono usi comuni ai giovani del resto del mondo. Basti pensare all’hip hop, alla cui particolare scena in Cambogia di cui ho scritto ormai diverso tempo fa. Anche i tatuaggi sono diffusi tra i giovani in Cambogia. I realtà i tatuaggi sono parte stessa della cultura cambogiana, o per meglio dire la tradizionale forma chiamata sak yant. Una tradizione che oggi ci cerca di salvaguardare.

Un’origine antica

I tatuaggi sak yant sono famosissimi, anche se non forse non tutti ne conoscono il nome e, sopratutto, il significato. Secondo la tradizione l’origine andrebbe sarebbe da collocare circa duemila anni fa, sebbene le prime testimonianze effettivamente ritrovate, nell’area un tempo controllata dal regno di Ayutthaya, risalgano a tempi più recenti. Questa tradizione di tatuaggi, è infatti un ponte che unisce Cambogia e Thailandia, nonostante sia profondamente radicata nella cultura khmer.

Sebbene si chiamino allo stesso modo e condividano un percorso comune, gli odierni tatuaggi sak yant hanno delle differenze locali. In Cambogia sono utilizzati lettere e simboli geometrici, che rendono il disegno intricato, mentre la scuola thailandese utilizza immagini più canoniche della tradizione buddhista. Importante poi il fatto che in Cambogia si segua ancora il rituale classico, un aspetto del tatuaggio che si è invece un po’ perso in Thailandia.

Monaci e guerrieri

Il rituale del sak yant è infatti complesso, a partire dal fatto che i tatuatori mentre eseguono la loro opera recitando formule buddhiste in pali al contrario. Nel sak yant la parola è fondamentale, lo stesso tatuaggio è una combinazione di di sillabe la cui funzione magica è, per esempio, quella di invocare una divinità piuttosto che un’altra a seconda del caso. Il nome di Hanuman, che conosciamo come Scimmiotto, viene per esempio usato per avere invulnerabilità.

La tradizione sak yant nasce infatti come strumento di protezione per i soldati in guerra. Venivano infatti eseguiti sulle parti del corpo che maggiormente avevano bisogno di protezione. In seguito seguiva un rito di consacrazione eseguito dai monaci. Ancora oggi un tatuaggio sak yant dovrebbe avere un totale di otto consacrazioni (inclusa quella del maestro tatuatore) in diversi monasteri. Motivo per cui per un vero tatuaggio sak yant serve molto tempo.

Wat Vihear Sour

La tradizione sak yant, attinge ai culti precedenti all’adozione della religione buddhista. Le cerimonia di consacrazione vede infatti, l’invocazione degli spiriti perché si impossessino del tatuato che diventa quindi un tramite. Molto importante è il senso di continuità nel tempo, tanto che vengono anche recitate formule che rappresentano i maestri precedenti. Una pratica poco ortodossa dal punto di vista buddhista, tanto che le gerarchia dei monaci ne dissuade dall’uso.

Legato a queste tradizioni prebuddhiste è anche un luogo fisico, ossia il Wat Vihear Sour che si trova nella provincia di Kandal, non distante da Phnom Penh. In questo luogo oggetto di pellegrinaggio, i canti dei monaci si uniscono al culto della divinità locale, chiamata neak ta, a cui si sono offerti animali sino alla metà del XX secolo. Qui troverai anche un medium che siede ai piedi di una statua di Buddha che si dice ospiti lo spirito di re Norodom Sihanouk.

Se in Cambogia vorrai tatuarti secondo la scuola del sak yant, ricorda che stai intraprendendo un percorso spirituale, che prevede tempi e rituali ben precisi. Se ti servono maggiori informazioni su questo tipo di tatuaggi puoi contattare la federazione di tatuatori che ne mantiene viva la tradizione.

Fonte immagine: pexels.com

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