Malacca e la sua età dell’oro

Se dalla sommità in cui si trova la Chiesa di San Paolo, la più antica chiesa cattolica della Malesia, guardiamo verso ovest, vedremo una lingua azzurra solcata da navi. Stiamo osservando lo stretto di Malacca, una della arterie più importanti del commercio marittimo. Lungo 800km e con una larghezza che varia da 65 e 250 chilometri, lo Stretto di Malacca mette in contatto il Mar delle Andamane ed il Mar Cinese Meridionale. Di fatto congiungendo gli oceani Indiano e Pacifico.

Incuneato tra la penisola malese e l’isola oggi indonesiana di Sumatra, questo stretto è stato spesso oggetto di contesa tra le potenze dominanti delle varie epoche che si sono succedute, rimanendo per ben 700 anni sotto il controllo di Srivijaya. A quel epoca Malacca era solo un piccolo villaggio di pescatori situato alla foce del fiume Bertham, che oggi conosciamo come Malacca River e sul quale i turisti compiono interessanti crociere, di particolare rilievo durante i bellissimi infuocati tramonti.

Parameswara

A cambiare per sempre le sorti di quella che sarà Malacca sarà Parameswara, un personaggio le cui origini non sono del tutto state chiarite. Secondo le fonti malesi Iskandar Shah, così viene definito Parameswara, sarebbe stato l’ultimo sovrano di Singapura, l’odierna Singapore. Secondo le fonti portoghesi avrebbe invece usurpato il trono di Singapura uccidendone il sovrano che lo aveva accolto. Sì, perché Parameswara sarebbe stato un principe di Sumatra, originario di Palembang, in fuga dopo avere sfidato la potenza delle famiglie regnanti giavanesi che controllavano Palembang.

Quello che sappiamo per certo è che Parameswara lasciò Singapore nel 1398, dopo essere stato sconfitto dalla potenza navale dell’impero Majapahit. Nella sua ricerca di un luogo in cui sostare, risalì la costa malese fino a raggiungere con il suo seguito il nostro villaggio di pescatori alla foce del fiume Bertham. Vuole la leggenda che il luogo venne scelto quando un cervo-topo (Tragulus Napu) ingannò il cane da caccia del sovrano in fuga. L’evento venne ritenuto propizio e la nuova città venne chiamata Malacca, dal nome della pianta sotto cui Parameswara si stava riposando

L’inizio

Malacca era nata, ma non era ancora una delle città più importanti che divenne in seguito. Il tratto di mare che oggi chiamiamo Stretto di Malacca, era infatti popolato da pirati di ogni specie. E proprio ad una parte di loro, più esattamente gli Orang Laut da sempre temuti guerrieri, Parameswara si affidò per trovare letteralmente un posto al sole. In questo caso il sole quasi equatoriale che vi accoglierà non troppo gentilmente a Malacca. Dapprima il nuovo insediamento si dedicò furono, nemmeno a dirlo, la pirateria ma col tempo la città crebbe come grande emporio commerciale.

Nella storia di Malacca le date sono sempre molto incerte, quello che è certo è che Parameswara si legò strettamente alla corte cinese, richiedendo il favore imperiale sia per vedere internazionalmente riconosciuto quello che di fatto era ora il suo regno, sia (secondo fonti portoghesi) per difendersi dall’impero siamese, il cui centro di potere stava passando da Ayutthaya a Sukhothai, che non aveva dimenticato l’uccisione del suo vassallo il re di Singapura. I primi scambi commerciali tra Malacca e Cina sembrano essere iniziati intorno al 1405, dando il via ad un enorme sviluppo della cittadina.

L’epoca d’oro

In quello che fu un piccolo villaggio di pescatori, si potevano ora trovare commercianti giavanesi, cinesi, birmani ed indiani. Nelle strette vie di Malacca si commerciavano seta e porcellana provenienti dalla Cina, tessuti dall’India, canfora dal Borneo, sandalo dalle regioni orientali, noce moscata e chiodi di garofano dalle Molucche, oro e pepe nero da Sumatra e stagno dalle vicine miniere della Malesia. Nel suo momento di massimo splendore, Malacca arrivò a contare circa duemila abitanti, diventando uno dei centri commerciali più importanti non solo del sudest asiatico.

La vita a Malacca

Erano ormai passati diversi anni da quando, nel 1402, Parameswara si era fermato a riposare sotto l’albero fatidico, gli Orang Laut avevano reso sicuro il tratto di mare sul quale la città si affaccia e mercanti di ogni fede avevano deciso di stabilirsi a Malacca. Dal 1414 Malacca, a seguito della conversione di Parameswara era ormai ufficialmente un Sultanato da cui importanti monaci sufi partivano per diffondere l’Islam nella regione. Anche grazie alla fine della minaccia siamese, i religiosi poterono convertire molti tra gli abitanti delle numerose isole presenti nella regione.

Molto importante nelle vicende di Malacca, furono anche le relazioni con l’impero cinese, Basti pensare che il più grande ammiraglio che la Cina ricordi, Zheng he, fece ben sei viaggi a Malacca tra cui uno, nel 1459; per portare la principessa Hang Li Po in sposa al sultano a quel tempo regnante. Ad aiutare il sultano nel gestire il potere vi era un poi un consiglio di nove cavalieri, uno dei quali ancora oggi è in Malesia un vero eroe nazionale: Hang Tua. Navigando lungo il fiume Melacca lo vedrete raffigurato su un murales gigantesco: ricordatevi che non si tratta di Sandokan!

Il declino

Tutto è destinato a perire, questo vale anche per il Sultanato di Malacca. Nuvole nere si addensano quando nel 1509 appare dal mare una delegazione portoghese, tra i cui membri vi era anche Ferdinando Magellano. In realtà i portoghesi vogliono solo prendere contatti con il sovrano locale, ma non sono ben visti né dai consiglieri indiani musulmani del sultano li conoscono bene, né dalla comunità mercantile locale. La delegazione portoghese venne quindi in parte cacciata ed in parte catturata, fino a che due anni, nel 1511, dopo i portoghesi tornarono in forze per conquistare la città.

Per il Sultanato era la fine, la famiglia regnante scappò a sud dando origine a quello che oggi è lo stato di Johor mentre l’emporio commerciale perse sempre più importanza. I portoghesi distrussero molte delle rotte commerciali, anche per via della loro intolleranza religiosa, mentre Malacca divenne il centro di una guerra tra portoghesi, Johor (supportato dagli olandesi) ed Aceh, sultanato sull’isola di Sumatra storicamente rivale di Malacca. Una guerra che si concluse nel 1611 quando a governare Malacca subentrarono gli olandesi, ma per la città non fu certo un ritorno al passato.

Il turbinio internazionale

Malacca si trovò così al centro delle conteste tra potenze europee, dei portoghesi oggi non è rimasto molto se non la porta di Santiago, le mura della già citata chiesa di San Paolo e alcuni tratti di mura che poco alla volta vengono dissepolti. Sono però rimasti i loro discendenti, si chiamano Kristans e vivono in un quartiere intorno alla chiesa di San Pietro, tradizionalmente pescano gamberetti. Tornando agli olandesi, anche con loro Malacca non risorse; non volevano fare concorrenza ai propri interessi nell’odierna Indonesia. Ci hanno però lasciato un grazioso centro storico cittadino.

Ed infine, come spesso accade in questi paesi, furono gli inglesi. Avuta Malacca dagli olandesi per proteggerla durante la Rivoluzione Francese, finirono con il tenerla, dominava pur sempre uno stretto commercialmente molto importante. Malacca venne scambiata con Bencoolen, vicina a Jakarta e molto più utile agli olandesi nei loro piani coloniali. Sotto la dominazione inglese Malacca divenne parte di quelli che furono chiamati Stabilimenti dello stretto, con Singapore e Penang, altro gioiellino malese. E da qui inizia un’altra storia, che ci porta fino ai giorni nostri.

Malacca oggi

Oggi Malacca non è più il vibrante emporio commerciale di un tempo, ma una città con una sua natura unica. Qui si possono trovare case di stile portoghese con aggiunte olandesi. Da sottolineare che nel periodo olandese i negozianti pagavano le tasse “a luce” ossia a vetrine, motivo per cui si creava un solo ingresso e l’edificio si sviluppava in profondità. Ma l’aspetto più caratteristico di Malacca oggi e la cultura Peranakan, ossia quella formata dai cinesi emigrati che sposavano donne locali. Visitando Malacca immaginiamone le strette vie popolate ancora da merci e mercanti.

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