Il Turkmenistan ed il fascino dell’ignoto
In un mondo globalizzato, trovare paesi da esplorare non è semplice. Tutto sembra essere a portata di mano o di click, ormai sono pochi i paesi che ci colpiscono per il fascino dell’ignoto. Uno di questi è sicuramente il Turkmenistan, un paese di cui si conosce ancora poco e collocato geograficamente in una posizione strategica: tra due paesi molto amati dal turismo internazionale come Iran e Uzbekistan, nonché in una regione che potrebbe diventare la nuova frontiera del turismo, vale a dire l’Asia Centrale. In Turkmenistan siamo ancora lontani dal turismo di massa!
Un paese che cambia
Al momento dell’indipendenza, il Turkmenistan si è chiuso in un rigido isolamento dal mondo circostante. Tanto da essere spesso accomunato alla Nord Corea. Guidato da un ex gerarca sovietico, ben presto del passato comunista restò il culto della personalità con tanto di improbabili statue dorate rotanti. Proprio questo lato del paese lo fece diventare presto una meta ambita tra i viaggiatori, sempre numerosi, alla ricerca di stranezze e luoghi dove la maggior parte delle persone non si sognerebbe nemmeno di andare. Forse semplicemente perché non ne conosce l’esistenza.
Oggi le cose sembrano cambiare, il paese ha vissuto anni difficili di grande crisi, mai pubblicamente ammessa. Una crisi tanto più assurda in quanto il Turkmenistan ha enormi giacimenti di gas, rimasto invenduto per la politica di isolamento. Da ormai quasi un decennio si è parlato del turismo come leva per la crescita economica del paese, ma mancano dati statistici certi sulla crescita del settore. Tuttavia gli analisti sembrano concordi nell’indicare che il Turkmenistan è sempre più oggetto di interesse per i viaggiatori internazionali attratti anche dal fascino dell’ignoto.
Viaggiare in Turkmenistan
Eppure, a giudicare dalla politica dei visti, non sembra che il Turkmenistan sia troppo intenzionato ad aprirsi al turismo. L’unico visto che permetteva un visto in autonomia, quello di transito, è stato sospeso durante la pandemia e mai ripristinato. Per visitare il paese serve obbligatoriamente l’appoggio di un’agenzia locale e bisogna sostenere spese non indifferenti per visti, permessi ed anche un test Covid all’ingresso (in realtà una forma di tassa dato che poi nessuno si cura dei risultati). Forse tutto questo contribuisce al mito del Turkmenistan come paese per veri avventurieri.
Come detto, il Turkmenistan si trova in Asia Centrale, una regione che molto probabilmente vedrà presto un boom nel turismo internazionale, in realtà già presente almeno per l’Uzbekistan. Qui uno studio recente sulla situazione del turismo in Asia Centrale. Rispetto ai paesi confinanti, oltre ad avere requisiti per l’ingresso più complicati, il Turkmenistan è anche più costoso. Eppure è un paese che merita di essere scoperto sia per le sue vicende storiche, in passato fu terra di popoli nomadi, che per la bellezza dei suoi paesaggi, in gran parte immersi tra le sabbie del deserto del Karakum.
Molto da scoprire
C’è veramente tanto da vedere in Turkmenistan, anche solo per la sensazione di essere in un luogo letteralmente ai confini del mondo. La meta più famosa è sicuramente Derwaza, il cratere di gas che brucia da decenni senza sosta meritandosi l’appellativo di “Porta dell’inferno”. C’è poi l’incredibile capitale Ashgabat, delirio di onnipotenza di governanti senza limiti, da cui raggiungere due siti archeologici patrimonio UNESCO come Nissa e Merv. Il Turkmenistan ha anche il mare! I più temerari possono raggiungere Türkmenbaşy (un tempo Krasnovodsk) sulle coste del Mar Caspio, il fascino dell’ignoto.
Se vuoi essere partire alla scoperta del Turkmenistan: scrivimi!
Foto di copertina: Wikicommons
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