Mausoleo di Shah Rukn-e-Alam a Multan, uno dei principali santuari sufi del Punjab pakistano

Multan, Pakistan – la città dei santi del Punjab

Multan è una città che non si lascia avvicinare con leggerezza. Antica, stratificata, spesso aspra, conserva una coerenza profonda con la propria storia. Situata nel Punjab meridionale, nelle pianure irrigate dal sistema dell’Indo, è uno dei centri spirituali più importanti del Pakistan. Multan non è una tappa spettacolare, ma un luogo di densità. Qui il passato non è mai del tutto passato.
Le sue origini risalgono ad almeno cinquemila anni fa, all’epoca della Civiltà della Valle dell’Indo, la stessa che ha lasciato capolavori come Mohenjo Daro. Da allora Multan non ha mai smesso di essere abitata, attraversata, contesa da imperi diversi.

La città dei santi

Multan è conosciuta come Madinat-ul-Auliya, la Città dei Santi. A partire dall’XI secolo, numerosi mistici sufi si stabilirono qui, trasformandola in uno dei principali centri spirituali dell’Asia meridionale islamica. Tra le figure più importanti spicca Bahauddin Zakariya, fondatore dell’ordine Suhrawardiyya. Ma il nome più legato alla città resta quello di suo nipote, Shah Rukn-e-Alam.

Il mausoleo di Shah Rukn-e-Alam domina la città vecchia con la sua struttura massiccia in mattoni, decorata da piastrelle blu. È uno dei primi esempi di architettura tughluq ed è ancora oggi il simbolo di Multan. Attorno a questo e ad altri santuari – se ne contano oltre cento – la vita religiosa continua quotidianamente. Pellegrini, musica devozionale e langar aperti a chiunque fanno parte del paesaggio urbano.

Qui il sufismo non è un elemento folkloristico, né una pratica marginale. È una religiosità popolare, vissuta, talvolta disordinata, ma profondamente radicata. Multan non racconta una spiritualità astratta, bensì una devozione concreta e quotidiana. Per un quadro più ampio della spiritualità pakistana, puoi trovare altri spunti in 5 imperdibili motivi per visitare il Pakistan.

Il Sun Temple di Mulasthan

Molto prima di diventare un centro del sufismo islamico, Multan fu uno dei più importanti luoghi sacri del mondo hindu. Le fonti antiche parlano di Mulasthana, “luogo della radice”, sede di un grande tempio dedicato al dio Sole, Surya. Il Sun Temple di Multan era noto in tutto il subcontinente ed era meta di pellegrinaggi da regioni lontane. La città stessa deve probabilmente il suo nome a questo antico santuario.

Secondo le cronache, il tempio custodiva una grande statua del dio Sole, riccamente adornata di gioielli. Era uno dei santuari più ricchi dell’India nord-occidentale e generava enormi entrate. Quando gli arabi conquistarono Multan nell’VIII secolo, il tempio non venne subito distrutto. Al contrario, fu preservato e tassato, diventando una risorsa economica e uno strumento politico.

La distruzione del Sun Temple è tradizionalmente attribuita alle incursioni di Mahmud di Ghazni, che ne avrebbe ordinato il saccheggio. Oggi non resta nulla di visibile, ma la memoria del tempio sopravvive nei testi e nelle leggende. Questo passato pre-islamico è essenziale per comprendere Multan non come una città “convertita”, ma come un luogo che ha assorbito e rielaborato secoli di sacralità diverse. Sono davvero molte le ragioni per visitare il Pakistan.

Multan oggi

La Multan contemporanea è diretta, concreta, senza filtri. I bazaar sono il suo cuore pulsante, così come la produzione artigianale della ceramica blu (kashi-kari), ancora oggi realizzata con tecniche tradizionali. Anche la cucina racconta la regione senza compromessi: sohan halwa, doli roti, chaamp di agnello, dahi bhalle. Sapori forti, coerenti con il carattere della città.

Il clima è estremo: in estate si superano facilmente i 45–50 °C. Per questo l’inverno è il periodo migliore per visitarla. Nei mesi più freschi, i dintorni di Multan si riempiono di campi di cotone e piantagioni di mango, ricordando quanto il Punjab resti il motore agricolo del Pakistan.

Multan e il Punjab pakistano

Il Punjab pakistano, “terra dei cinque fiumi”, è la regione più popolosa e produttiva del paese. Multan ne rappresenta l’anima meridionale: più arida, più mistica, meno urbanizzata rispetto all’area di Lahore. Qui si parlano punjabi e saraiki, e il legame con il mondo sufi è particolarmente forte. La dimensione spirituale convive con una quotidianità concreta e agricola.

Da Multan è facile raggiungere altri importanti centri religiosi del sud Punjab, come Uch Sharif. Questo rende la città una base naturale per un itinerario culturale di ampio respiro. Per chi si avvicina a questa parte del Pakistan per la prima volta, una guida su come viaggiare in Pakistan può fornire contesto e strumenti pratici prima della partenza.

Perché Multan

Multan non è una destinazione immediata. Non offre comfort patinati né immagini rassicuranti. Offre invece profondità, continuità storica e una spiritualità che non ha mai smesso di essere vissuta. È una città che non cerca di piacere.

E proprio per questo, a chi le concede tempo e attenzione, resta impressa.

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