Statua di Alimberk Dakta a Osh

Osh, Kirghizistan: un’antica città sulla Via della Seta

Adagiata nella valle del fiume Ak-Buura, Osh è la seconda città del Kirghizistan dopo Bishkek, la capitale del paese. A separare le due città, tuttavia, non sono solo i poco meno di 600 km di strada o le alte vette della catena del Tian Shan. Bishkek e Osh sembrano infatti appartenere a due mondi totalmente diversi: sovietica e ancora oggi russofona la prima, ancora legata al suo passato e alle sue tradizioni la seconda. Visitare Osh significa visitare una delle città più antiche dell’Asia Centrale, risalente al V secolo a.C., a lungo un centro nevralgico dei commerci lungo la Via della Seta.

Osh sulla Via della Seta: storia e commerci

Restaurant in Osh

La leggenda vuole che Osh si trovi al centro esatto della Via della Seta. Di qui passavano seta, spezie, oro, ceramiche, pietre preziose e la città era famosa come centro di produzione serica. Un’attività ancora fiorente dall’altra parte del confine uzbeko, celebre il caso di Margilan, distante da Osh soli 5 km. Situata al confine tra la fertile Valle di Ferghana e le alte vette del Tian Shan, Osh era una tappa quasi obbligata per le carovane di mercanti che trasportavano seta, spezie, oro, ceramiche e pietre preziose. Controllare Osh significava controllare il commercio della regione.

Non è quindi un caso che nel corso del tempo Osh sia stata coinvolta in guerre tra khanati, emirati e imperi, invasa da arabi e russi, distrutta dai mongoli nel XIII secolo. Tracce di quei tempi oggi restano vive nei mercati della città, basti pensare al Jayma Bazaar, attivo da duemila anni, nonché nei luoghi di pellegrinaggio tra cui spicca la montagna sacra Sulaiman-Too, patrimonio UNESCO dal 2009. Luogo di culto sin dall’epoca preislamica, quella che oggi è tra le maggiori attrazioni della città ospita sulla sua cima una moschea fatta costruire dal celebre sovrano uzbeko Babur nel 1497.

Osh e la Valle di Ferghana: cultura e identità

Come detto, Osh si trova all’imbocco del corridoio che conosciamo come Valle di Ferghana. Questo ha contribuito a fare di Osh una città multietnica, con quasi il 45% della sua popolazione di etnia uzbeka; cifra che scende a circa il 30% nella provincia. A contribuire a questa caratteristica demografica è stato anche il fatto che, prima della conquista russa del 1786, Osh fece parte del Khanato di Ferghana e poi di Kokand. La vicinanza alla Valle di Ferghana segna la vita di Osh ancora oggi, non sempre in positivo, diventando a volte l’epicentro delle tensioni etniche tra le varie comunità locali.

Questo angolo di Kirghizistan è infatti un labirinto di zone di confine con Tagikistan e Uzbekistan, frutto dell’ingegneria sociale di epoca staliniana. L’intersecarsi delle linee di confine, con tanto di enclave ed esclave, crea numerosi problemi logistici a partire dai diritti sui pascoli e sull’acqua. Uno degli episodi più gravi si è verificato proprio a Osh, nel 2010, quando la città fu teatro di violenti scontri tra kirghisi e uzbeki che causarono centinaia di vittime. Oggi Osh ha visto diversi interventi istituzionali e sociali per promuovere la convivenza tra le sue diverse comunità.

Osh oggi: tra tradizioni e modernità

Se a Bishkek e nel nord del Kirghizistan non conoscere il russo era motivo di esclusione sociale, il sud del paese è molto più legato alle proprie tradizioni. Osh è l’emblema di un Kirghizistan che vuole liberarsi di un passato visto come coloniale, anche se questo significa restare un passo indietro lungo la strada della modernità. Viaggiare nelle province meridionali del Kirghizistan, spesso al di fuori delle rotte più turistiche, significa scoprire l’anima più antica di un paese splendido. Osh è una città autentica, a tratti rude ma sempre sincera: qui conoscerai un Kirghizistan non da cartolina.

Cosa vedere a Osh

Osh - Sulaiman Too Mosque

Tra le cose da vedere a Osh, il Sulaiman-Too è il primo luogo che ti verrà incontro, quasi senza chiedere permesso. La montagna sacra domina la città come un vecchio patriarca di famiglia: immobile, severo eppure rassicurante. La salita è breve ma intensa, e dalla cima si apre una vista ampia sulla valle e sui quartieri della città. Qui sopra, tra cappelle e piccole grotte votive, capisci perché questo posto è stato un luogo di pellegrinaggio per millenni.

All’interno della montagna trovi anche il Museo del Sulaiman-Too, un museo curioso, scavato direttamente nella roccia. Non aspettarti grandi sale scenografiche: è più una serie di ambienti raccolti, quasi intimi, che raccontano riti, reperti e leggende legate alla storia di Osh.

I quartieri storici di Osh, sparsi attorno al bazar e lungo le strade che salgono verso la montagna, sono un mosaico di case basse, cortili interni e botteghe. Camminarci dentro significa osservare la città nella sua quotidianità, senza orpelli turistici.

Jayma Bazaar - Osh

Scendendo verso il centro, il ritmo cambia del tutto. Il Jayma Bazaar è uno dei cuori pulsanti della città, un mercato enorme dove si mischiano frutta secca, piatti caldi, stoffe, spezie e una marea di volti. È un luogo dove conviene lasciarsi trascinare più che cercare qualcosa in particolare: è l’esperienza in sé a valere la passeggiata.

Non lontano dal bazar si trova la moschea di Babur, dedicata al celebre condottiero che qui trascorse parte della sua giovinezza. È un edificio semplice, quasi dimesso, ma proprio per questo affascinante: un buon promemoria di come la storia, in Asia Centrale, viva più nelle tracce che nei monumenti imponenti.

Chi ha un po’ di tempo in più può spingersi fuori città verso la Valle dell’Alay, un paesaggio che sembra disegnato da un geografo romantico dell’Ottocento: praterie, picchi innevati e villaggi che guardano il Pamir. Da Osh partono diverse escursioni giornaliere o di più giorni, perfette per chi vuole vedere il Kirghizistan nella sua veste più montana.

Come arrivare a Osh

Osh è collegata a Bishkek con voli giornalieri e con la lunga ma scenografica strada che attraversa il passo di Too-Ashuu. Dal vicino Uzbekistan si può arrivare tramite il valico di Dostyk, mentre dalla Valle di Ferghana partono taxi condivisi e marshrutka che collegano la città ai principali centri della regione. Scopri perché visitare il Kirghizistan.

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