Grotte di Mogao - Dunhuang

Il Corridoio di Hexi: natura, templi e colori lungo la Via della seta

Una gola lunga circa mille chilometri che corre stretta tra il deserto del Gobi e l’altopiano tibetano, questa in sostanza la definizione del Corridoio di Hezi. In realtà questo territorio è di un’importanza fondamentale per la Via della seta e la storia cinese. Si tratta infatti dell’unica via facilmente percorribile che collega la Cina alle regioni verso occidente, come l’Asia Centrale. Hexi significa “a ovest del fiume”, ossia il Fiume Giallo, la culla della stessa civiltà cinese. Percorrere questo stretto Corridoio è una vera e propria immersione nella storia e nella cultura dell’impero celeste.

La Via della seta

Il Corridoio di Hexi era una rotta obbligata per i mercanti e i viaggiatori lungo la Via della seta che, una volta superate le sabbie roventi del Taklamakan e raggiunto il Passo Jayu, affrontavano l’ultima parte del tragitto prima di raggiungere Chang’an, l’odierna Xi’an. Oggi è ancora visitabile la fortezza che difendeva il passo, a Jiayuguan, il baluardo più occidentale della Grande Muraglia. Il Corridoio aveva inoltre un’importanza strategica dovuta alla sua posizione, controllarlo significava controllare l’ingresso terrestre al nord della Cina, una zona che fu a lungo contesa tra popoli diversi.

Il Buddha sdraiato di Zhangye

Dal corridoio di Hexi sono entrate in Cina anche religioni e stili artistici, non sono un caso i vari luoghi in cui trovare grotte ricoperte da affreschi buddhisti. Il complesso di grotte più famoso è quello di Mogao, nei pressi di Dunhuang, ma ne esistono altri come quello di Matisi vicino a Zhangye, famosa anche per il suo gigantesco Buddha sdraiato. Nel Gansu, la provincia in cui si trova il corridoio, la Cina sfuma nell’Asia Centrale, con la presenza inoltre di minoranze mongole e tibetane. Un melting pot culturale in cui culture, credi e anche cucina creano una realtà unica.

L’aspetto naturalistico

La nascita del Corridoio iniziò circa cinquanta milioni di anni fa, con lo scontro delle placche tettoniche indiana ed eurasiatica. Estremamente interessanti sono anche i paesaggi e gli ambienti che vi si incontrano. Le pareti rocciose sono state modellate dall’uomo per farne luoghi di culto, oppure erose dal vento e dagli agenti atmosferici. Il risultato sono effetti incredibili come possiamo trovare sulle Montagne Arcobaleno, oppure nel parco nazionale di Yardang, dove l’impressione surreale è quella di trovarsi sul suolo lunare e non in Cina tra le province del Gansu e del Xinjiang.

Le grotte di Bingling - Gansu



Come detto, siamo tra il deserto del Gobi e l’altopiano del Tibet, il che contribuisce alla diversità degli ambienti: oasi, deserti ma anche montagne innevate ed altopiani aridi. Sorprendentemente ricca è anche la biodiversità, in particolare nelle zone bagnate dai fiumi che scendono dai monti Qilian, dove si possono trovare zone umide, pascoli e habitat per uccelli migratori. Una delle principali attrazioni naturalistiche del Corridoio di Hexi è il deserto di Mingsha, poco distante da Dunhuang, caratterizzato dalla famosa oasi a mezzaluna e dalle dune di sabbia che cantano.

Il Corridoio oggi

Area più fertile di tutto il Gansu, provincia storicamente funestata da terremoti, siccità e carestie, il Corridoio di Hexi ha grande importanza ancora oggi. Ai pascoli ed alle colture si è aggiunto il turismo, fonte di introiti sempre più importante. Il fatto di essere la principale via di comunicazione con il Xinjiang e l’Asia Centrale, rende il Corridoio strategico anche alla luce del progetto One Belt One Road, che qui più che altrove fa rivivere la Via della seta. Il Corridoio di Hexi è testimonianza di come la storia, la cultura e il commercio si siano intrecciati lungo queste rotte millenarie.

Bazar a Urumqi


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