Changchun, la città della lunga primavera
Changchun, chiamata la Detroit cinese per la concentrazione di industrie automobilistiche, è la capitale del Jilin, oltre a essere una delle città più grandi del Nord-Est della Cina. Siamo in Manciuria, una terra dalla lunga storia, contesa tra diversi imperi e luogo di origine dell’ultima dinastia imperiale cinese, i Qing, per l’appunto mancese.
Il settore industriale di Changchun è fortemente legato anche al fatto che la città sia un importante snodo ferroviario. Ma Changchun non è solo questo: con il nome di Hsinking fu anche capitale del Manchukuo, lo Stato fantoccio creato dai giapponesi dopo l’invasione della Manciuria nel 1931.
Changchun e l’invasione giapponese
La Cina del Nord-Est, chiamata in cinese Dongbei, è caratterizzata da diversi elementi: un clima gelido, i resti della presenza russa, una forte comunità coreana e, appunto, la memoria dell’invasione giapponese.
Nel corso del mio viaggio Changchun è stata una breve tappa. Non appena arrivato in albergo sono corso a vedere una delle meraviglie della città: il palazzo di Pu Yi, l’imperatore bambino, poi divenuto imperatore fantoccio del Manchukuo, la cui storia è stata immortalata dal celebre film di Bernardo Bertolucci L’ultimo imperatore. Consiglio a tutti di guardare questo film, davvero bello.
Mi sono fermato a Changchun essenzialmente per vedere il Palazzo Imperiale di Pu Yi e devo dire che mi ha colpito molto. Si tratta di uno dei tre grandi siti palaziali imperiali conservati in Cina, insieme a quelli di Pechino e Shenyang.
Personalmente questo luogo mi ha colpito molto: un labirinto di edifici e stanze attraverso cui si percepisce il controllo esercitato dai giapponesi sul Manchukuo, alternato agli ambienti privati legati alla tradizione cinese nei quali viveva Pu Yi, sottoposto di fatto alla stretta sorveglianza delle autorità giapponesi. Mi è sembrato di addentrarmi in una sorta di versione moderna della Città Proibita e sono davvero felice di avere scelto di fare questa tappa.
Changchun è anche sport
La memoria dell’occupazione giapponese è presente in tutte le città del Nord-Est cinese, ma questa regione offre molti altri motivi di interesse, come per esempio la scoperta della comunità coreana che vive lungo il confine con la Corea del Nord.
Qui si trovano anche i resti dell’antico regno di Goguryeo, caduto nel 668 dopo la conquista da parte delle forze della dinastia Tang alleate con il regno coreano di Silla, oltre ad alcuni dei parchi naturali più belli della Cina.
E c’è anche una famosa gara di sci!
Dal 2003 si tiene infatti nel Jingyuetan National Forest Park una gara di sci di fondo chiamata Vasaloppet China, nata anche grazie all’iniziativa di Jörgen Mårtensson, ex campione del mondo svedese di orientamento.
Dal 2014 la gara fa parte del circuito internazionale Worldloppet e richiama sciatori professionisti e amatori da numerosi Paesi, Italia inclusa. La gara principale è una 50 km in tecnica classica, affiancata da percorsi più brevi, tra cui una 25 km e distanze accessibili anche ai non agonisti. L’evento è diventato anche un vero festival invernale, con attività culturali e iniziative legate alla neve e alla tradizione scandinava.
L’omonima gara originale svedese si tiene invece fin dal 1922. La sua storia si ispira alla fuga del giovane Gustav Eriksson Vasa, futuro re Gustavo I di Svezia, dalle truppe di Cristiano II durante l’inverno del 1520-1521. La moderna Vasaloppet si disputa tra Sälen e Mora.
Changchun e la leggenda del nome
Il nome Changchun (长春) significa letteralmente “Lunga Primavera”.
Nel 1800, durante il regno dell’imperatore Qing Jiaqing, venne istituita l’amministrazione di Changchun. Il nome, tuttavia, era già utilizzato nella zona per indicare Changchunbao e sulla sua origine esistono diverse interpretazioni.
Una delle tradizioni locali collega il nome alla natura della regione: nonostante gli inverni estremamente rigidi della Cina nord-orientale, il territorio rifiorisce rapidamente ai primi segnali del disgelo. Da qui l’immagine poetica di una terra capace di resistere al freddo e rinascere ogni anno, una sorta di “lunga primavera”.
Changchun e il cinema
Nel corso del Novecento Changchun ha costruito nuovi miti legati alla cultura e all’identità moderna della Cina. È conosciuta innanzitutto come la “culla del cinema cinese”, grazie ai Changchun Film Studios, uno dei più importanti centri cinematografici del Paese e protagonisti della nascita del cinema della Repubblica Popolare Cinese.
Anche l’inverno è diventato parte integrante dell’identità della città. Ogni anno il freddo intenso viene trasformato in spettacolo attraverso festival, sculture monumentali di ghiaccio e neve e grandi installazioni luminose.
Vale davvero la pena di visitare questa storica città del Nord-Est cinese.