Le ombre di Angkor, difendere i templi o le persone?
L’importanza di Angkor Wat per la Cambogia è fuori discussione, questo celebre tempio di fama mondiale è infatti addirittura presente sulla bandiera del paese. Ogni anno milioni di turisti raggiungono la Cambogia e praticamente tutti passano dal complesso di Angkor. Io stesso, nonostante sia stato in Cambogia molte volte, un salto ad Angkor anche veloce lo faccio sempre. Chi ha potuto ammirare la bellezza enigmatica del Bayon o la finissima estetica di Banteay Srei pima e dopo la pandemia di covid si sarà accorto di una cosa: non ci sono più venditori ambulanti.
Il piano di protezione
Anni fa era prassi comune rispondere “no thank you” a mendicanti, venditori di libri, bambini e anziani, donne che chiamano al loro chiosco e via dicendo. Un’umanità varia e per molti turisti abbastanza fastidiosa e insistente. Oggi queste figure ad Angkor non ci sono più, eppure senza di loto gli spiazzi davanti ai templi principali sembrano più vuoti. L’intero luogo sembra per così dire più “asettico”, a me in qualche modo ha ricordato l’atmosfera di Sukothai in Thailandia. Ma cosa è successo? Durante il Covid il governo ha messo in atto un piano di protezione det templi di Angkor.
Non sono il restauro dei templi, approffittando dell’assenza dei turisti, ma anche l’allontanamento di circa dieci mila famiglie che vivevano nei pressi del Complesso di Angkor. Le persone che abitavano nella zona sono passate da 20mila nei primi anni novanta a 120mila nel 2013. Per loro il vendere qualcosa ai turisti, oppure elemosinare, era di fatto l’unica fonte di sussistenza. Il governo dice di essere intervenuto solo sulle baracche illegali e di avere avvertito queste famiglie due volte in cinque anni. In ogni caso abitazioni e attività sono state distrutte e le persone trasferite, dove?
La destinazione
Fondamentalmente in due luoghi: la maggior parte a Run Ta Ek, distante circa 25km da Angkor, mentre una minoranza a Peak Sneng, nella provincia di Angkor Thom. Molte di queste persone si sono indebitate o avevano investito i loro risparmi per aprire piccole attività, perdendo ora di fatto tutto. Il luogo in cui sono stati trasferiti rende antieconomico raggiungere i templi di Angkor in motorino, il loro principale mezzo di trasporto. Per fare loro posto a Run Ta Ek sono stati occupati dei terreni prima coltivati a riso, il che non ha certo fatto molto piacere a chi già viveva nell’area.
In cambio del trasferimento agli ex-abitanti di Angkor non è ben chiaro cosa sia stato offerto, sembra un pezzo di terreno 20×30 metri, trenta laminati per coperture e 350$ per ricostruirsi una casa. Alcune fonti indicano anche 50kg di riso, una cassa di pesce in scatole e altro. Resta di fatto che trovare una nuova occupazione sarà ora molto difficile, anche se le autorità affermano che il nuovo aeroporto potrebbe essere una fonte di reddito. Un piano di protezione quindi che protegge i templi ma non certo la popolazione che da questi traeva sostentamento, una presenza scomoda?
Il parere dell’UNESCO
Durante il Covid i visitatori ad Angkor sono scesi da oltre sei milioni a 200mila, mentre oltre cento hotel e guest house hanno cessato o sospeso le attività. Nel 2022 l’UNESCO ha iniziato a supportare iniziative di turismo sostenibile per difendere l’integrità del complesso. Tra queste anche il sostegno ad imprenditori locali, in particolare donne. Tra gli obiettivi anche rendere l’esperienza ad Angkor un’esperienza più piacevole e sicura per i visitatori. L’UNESCO nega, tuttavia, di aver mai suggerito il trasferimento delle famiglie, trasferimento che in ogni caso avrebbe dovuto essere volontario.
Secondo le autorità cambogiane, come APSARA responsabile diretta di Angkor, le famiglie hanno lasciato le loro abitazioni volontariamente, ma in merito sorge qualche dubbio. L’opera di “riordino” del complesso di Angkor è in opera infatti da prima della pandemia. Sempre secondo le autorità le famiglie trasferite troveranno condizioni migliori, nonché nuove infrastrutture costruite per loro. Il sospetto che invece si sia voluto rendere Angkor Wat più presentabile agli occhi dei turisti aleggia, forse non esiste una sola verità, ma al momento sembra che i templi siano più protetti delle persone.
Fonte immagine: Wikicommons