I tappeti di guerra in Afghanistan

I tappeti non sono solo accessori d’arredo, dietro alle trame e agli orditi ci sono la Storia e la cultura di interi popoli. Le prime tracce di tappeti risalgono a migliaia di anni fa, il tappeto più antico mai ritrovato risale infatti al V secolo a.c. Per le popolazioni nomadi dell’Asia Centrale e del Medio Oriente, i tappeti sono diventati un elemento molto importante della vita quotidiana, simbolo di status sociale nonché ambite merci di scambio commerciale. Anche in Europa diventarono ben più che semplici oggetti decorativi, assumendo un valore artistico mondiale riconosciuto ancora oggi.

I tappeti in Afghanistan

L’arte di produrre tappeti, ha origini molto antiche anche in Afghanistan. La fama dei tappeti afghani è universale per la robustezza della lana filata a mano, per i raffinati disegni geometrici e la loro resistenza nel tempo. Tra le tribù che tradizionalmente si dedicano a questa produzione artigiana troviamo turkmeni, baluci e uzbeki. La posizione geografica dell’Afghanistan, ha sempre fatto di questo paese un luogo di incontro di popoli e culture. Periferia di ogni impero, il territorio afghano ha subito varie influenze, come quella persiana che può essere rintracciata nei tappeti.

Le tecniche per creare questi capolavori sono scrupolosamente tramandate di generazione in generazione, ogni regione del paese si caratterizza per caratteristiche peculiari. Se ad Herat i tappeti hanno spesso colori vivaci e motivi floreali, a Mazar I-Sharif le tonalità sono profonde e le linee geometriche. Importante anche l’etnia di chi i tappeti li produce, ad esempio quelli baluci sono riconosciuti dai colori scuri, i motivi tribali e le dimensioni più ridotte. I tappeti sono stati anche l’espressione del proprio tempo, con l’ispirazione tratta direttamente dalle scene di vita quotidiana.

I tappeti di guerra

La vita quotidiana degli afghani, e non solo, cambiò il 24 dicembre 1979 quando le truppe sovietiche varcarono i confini terrestri da Turkmenistan, Uzbekistan e Tagikistan per difendere con le armi le riforme radicali imposte dal regime sorto dopo la Rivoluzione di Daur dell’anno precedente. Per il popolo afghano fu lo scontro con una modernità declinata come tecnologia di guerra, ben presto questo portò alla nascita di una forma di tappeti: i tappeti di guerra. Al posto dei motivi tradizionali sui tappeti c’erano ora armi come kalashnikov, elicotteri, carri armati e bombe a mano.

I primi tappeti afghani apparvero presso turkmeni e baluci, nonché nei campi profughi afghani in Pakistan, diventando presto sia in uno strumento di documentazione storica che in una forma di difesa della propria identità culturale. La trasformazione dei motivi non fu improvvisa, dapprima le scene di battaglia apparvero all’interno di motivi tradizionali, finendo poi col prenderne il posto in parallelo con lo spazio che la guerra stava prendendo nella vita di ogni afghano. Tramite i tappeti di guerra veniva così trasmesso il vissuto del paese, sprofondato in una guerra senza via d’uscita.

I tappeti di guerra oggi

Quando il 15 febbraio 1989 il generale Boris Gromov attraverso il ponte dell’amicizia, confine tra Afghanistan e Uzbekistan, non finirono le sofferenze afghane. Il paese sprofondò infatti in una guerra civile che terminò con la vittoria dei Talebani e l’instaurazione del loro regime. Di tutto questo i tappeti furono acuti testimoni, adeguando i propri motivi alla contingenza. Comparvero lotte tra fazioni afghane e mappe, mentre l’intervento statunitense portò poi alla presenza di elicotteri Apache, droni, bandiere americane e volti come quelli di Osama Bin Laden e George W. Bush.

Oggi i tappeti di guerra sono veri e propri oggetti da collezione, mentre l’Afghanistan continua a essere uno dei principali produttori di tappeti al mondo. I tappeti di guerra non sono scomparsi, continuando a rappresentare una fonte di sussistenza per gli afghani, simbolo della cultura afghana e della sua capacità di resistenza in contesti davvero difficili. Per un popolo che non ha molte possibilità per far sentire la sua voce, i tappeti di guerra sono un’efficace testimonianza storica e artistica. Rivelandosi ancora una volta molto di più di un semplice oggetto di uso quotidiano.

Fonte immagine: picryl.com

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