Mohenjo Daro, il cuore induista del Pakistan
Nonostante la maggior del flusso turistico in Pakistan sia diretto verso nord, anche il sud del paese ha molto da offrire. Soprattutto agli amanti dell’archeologia. Se il settentrione pakistano ospita cime innevate e spettacolari panorami, a sud troverai resti di antiche città come Mohenjo Daro, sito in parte ancora oggi coperto dal mistero e risalente ad una delle più antiche civiltà del subcontinente indiano, la cosiddetta Civiltà dell’Indo.
Il sito
Costruita sulle sponde dell’Indo intorno al 2600 a.c., Mohenjo Daro venne poi abbandonata intorno al 1900 a.c. per ragioni ancora oggi non del tutto chiare. Quello che risulta invece assodato è che la città era un importante centro commerciale, con mercanti provenienti da Afghanistan, Persia, Mesopotamia ed anche Egitto. Nonostante sia stato scavato solo in minima parte, le rovine di Mohenjo Daro hanno rivelato una planimetria realizzata da abili urbanisti.
Un’altra caratteristica di Mohenjo Daro, è il fatto che non siano sinora stati trovati templi o altre strutture che evidenzino ruoli di potere. Appare come se la città fosse abitata da una classe media egualitaria e democratica, per di più pacifica visto che non sono stati ritrovati resti di armi. Il che contrasta con le civiltà coeve, caratterizzate invece da una certa attitudine guerresca. Un mistero che forse si svelerà se i lavori di scavo continueranno.
L’induismo in Pakistan
Mohenjo Daro si trova nel Sindh, la regione con la più grande percentuale di popolazione induista di tutto il paese. Qui si trovano anche zone in cui gli induisti sono addirittura la maggioranza (Umerkot). Questa landa infuocata e desertica è ancora oggi la testimonianza di un passato diventato oggi scomodo, quando il Pakistan ancora non esisteva ed sera semplicemente la parte occidentale dell’India. Il Pakistan è infatti stato indipendente sol dal 1947.
Secondo diversi studiosi il ruolo di Mohenjo Daro nello sviluppo dell’induismo fu fondamentale. Diversi elementi propri della Civiltà dell’Indo, sarebbero infatti poi confluiti nella religione induista. Tra questi il simbolo della svastica e le posture dello yoga, senza dimenticare che nell’immagine di Pashupati scoperta a Mohenjo Daro, è stata infatti ravvisata l’origine di quello che sarà il culto di Shiva, nella forma della grande madre come una shakti.
Una questione politica
Quando ho scritto di un passato scomodo intendevo proprio questo, ossia la difficoltà per le autorità pakistane di inserire Mohenjo Daro all’interno della storia del Pakistan. Quando nel 1971 il Pakistan perse la sua parte orientale (l’odierno Bangladesh), il paese si trovò di fronte ad una crisi d’identità che ne mise in discussione l’esistenza. A questo punto il presidente Zulfikar Ali Bhutto decise di giocare la carte del nazionalismo a matrice religiosa islamica.
Il passato preislamico della regione venne rivisto e purgato dagli elementi troppo vicini all’induismo del nemico indiano. Questo avvenne anche per quanto riguarda Mohenjo Daro e forse qui risiede la ragione per il quasi disinteresse verso gli scavi in questo sito. La Civiltà dell’Indo divenne accettabile a condizione che si prendessero le distanze dall’India. Un po’ come avvenne per i templi buddhisti di Taxila, aperti alle visiti ma senza menzioni di induismo.
Conclusione
Viaggiare nel sud del Pakistan è un’esperienza molto interessante, significa calarsi nella storia di questa parte di Asia. Mohenjo Daro non è il solo luogo che andrebbe visitato, ma sicuramente è uno dei più iconici. Questo sito rappresenta un tenue legame del Pakistan con il suo passato, un filo che rischia di spezzarsi per contingenza politica. Osservando gli scavi di questa antichissima città, sarai messo di fronte alle contraddizioni del Pakistan.
Fonte immagine: Wikicommons
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