Gli alberghi dove ho dormito: Thailandia – Cambogia – Cina

Nuovo articolo dedicato agli alberghi in cui ho soggiornato nel corso dei miei viaggi. Questa volta andiamo in Cambogia e Cina, usando la Thailandia come base di partenza per entrambi i viaggi. Se Thailandia e Cambogia le visito abbastanza spesso, in Cina non andavo da diversi anni. Ma come non approfittare del fatto che le autorità cinesi hanno tolto il visto d’ingresso per diversi paesi tra cui l’Italia. Come sempre la Cina si rivela un paese impegnativo ma molto bello.

Thailandia

Come spesso succede, uso la Thailandia come tappa di arrivo e partenza per i viaggi nel sudest asiatico e non solo. Il risultato è un passaporto pieno di timbri e un costante sospetto ai controlli doganali. Da qualche tempo la Thailandia sta inasprendo le leggi contro la pratica del Visa run, ossia l’entrare ed uscire dal paese per poter di fatto prolungare il soggiorno. I controlli riguardano soprattutto i posti di confine terrestri, meno via aerea.

Bangkok – @hua Lamphong hostel: Ormai non c’è più molto da dire su questo albergo. Per comodità, essendo facilmente raggiungibile dall’aeroporto, questa è diventata la mia casa di Bangkok. A due passi da Chinatown, davanti alla stazione che fino a poco tempo fa era la principale della città, questo albergo è una soluzione economica molto interessante. In questo viaggio ho scoperto inoltre che il ristorante offre piatti asiatici davvero molto buoni. Super!

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Chantaburi – Laluna River House: Chantaburi non è una città molto turistica, anzi non lo è quasi per nulla, essendo invece famosa in tutto il mondo per il suo mercato delle gemme. Se cerchi una meta thailandese interessante, fuori dai principali circuiti, questa fa al caso tuo. Questa struttura è economica, niente di speciale se non una grande terrazza in legno affacciata direttamente sul fiume. Attenzione al check in, fuori orario non c’è nessuno e bisogna chiamare.

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Pattaya – DD Inn Beach Guesthouse: Al contrario, questa è una meta iper turistica. Pattaya ha una fama non molto onorevole, eppure come spesso accade in Thailandia le zone un po’ equivoche sono concentrate in zone delimitate. Questa guesthouse è davanti al mare, in una zona tranquilla frequentata dal turismo interno thailandese. Da segnalare che se la cercate su Google Maps non la trovate, compare cliccando un’altra struttura vicina dal nome molto simile.

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Cambogia

Una toccata e fuga, dovendo andare in Cambogia per lavoro ne approfitto per andare a scoprire un paio di posti mai visti prima. Il primo è l’ex capitale di Oudong, tipica escursione giornaliera da Phnom Penh, il secondo è Kampong Cham, la capitale della provincia omonima che deve il suo nome alla minoranza musulmana della Cambogia, erede di quello che fu un regno vietnamita. Sono molto contento di avere scoperto, anche solo di passaggio, la zona di Pailin. Bella!

Siem Reap – Babylon Angkor Guesthouse: difficilmente faccio recensioni negative, in fondo bisogna sapersi adattare. Ma in questo caso, a parte la questione non indifferente dei costi, non c’è molto da valutare positivamente. Scale ripidissime come spesso in Cambogia, wifi nelle camere non funzionante e delle voci di stipendi non pagati che girano nei gruppi Facebook dedicati a Siem Reap. Di positivo il fatto che la camera era grande e, incredibile, anche il bagno.

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Siem Reap – Blossoming Romduol Boutique: Nella struttura precedente ci sono finito solo perché la mia preferita di Siem Reap era piena, essendo arrivato in pieno Songkran, il capodanno locale dove volano – letteralmente – secchiate d’acqua. Prezzi ottimi, una piscina molto rilassante e la colazione inclusa nel prezzo, peccato che il caffè sia tremendo. Si trova a due pazzi dall’old market ed il personale come sempre è estremamente gentile. Possibilità di camerate.

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Kampong Cham – Pkhay Reash: una Cambogia non turistica, vera ed autentica come dicono i travel blogger? Eccola servita! Adagiata sul Mekong, a due passi da Phnom Penh, Kampong Cham non è certo una meta turistica. L’attrazione più famosa è il ponte di bambù che viene ricostruito ogni anno. Sono finito in questa struttura, non prenotabile online, per puro caso. Se vuoi spendere pochissimo, ovviamente senza aspettarti molto. Su Google Maps compare col nome di Phky Reas.

Google Maps

Phnom Penh – Julieka’s Guesthouse: La capitale della Cambogia mi mette sempre in difficoltà con gli alberghi, non ho ancora trovato il mio rifugio come invece a Bangkok o Siem Reap. Stavolta provo questa struttura situata proprio davanti al museo nazionale, due minuti di orologio a piedi dal palazzo reale. Non mi posso lamentare, stanza spaziosa e personale gentile. Ho anche prenotato con loro il driver per arrivare ad Oudong, prezzo onesto senza maggiorazioni. Direi bene.

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Cina

Eccoci al pezzo forte del viaggio, l’avventura in Cina. Per la prima volta ci arrivo comodamente in aereo, solitamente entravo dal Laos via terra. Andata e ritorno su Xi’an. Un viaggio diverso dai precedenti, dove il treno ha ormai preso il posto dei bus. Personalmente amo molto la Cina di frontiera, questa volta parto in esplorazione della zona nord. Quindici giorni, quelli permessi senza visto, sono proprio pochi ma ho provato ad ottimizzare i tempi. Impegnativo!

Xian – Hanting Hotel (Xi’an Bell Tower Yongning Branch): Partiamo subito bene con un albergo prenotato da un mio business partner in Cina. Struttura ottima, prezzi sopra il mio solito standard anche se la Cina è economica e con 35€ si riescono ad avere alberghi molto belli. Posizione ottima davanti alle mura di Xi’an, presso la porta meridionale, personale molto gentile con poco inglese e la miglior colazione abbia mai avuto in un albergo. Davvero un ottimo inizio.

Google Maps

Yinchuan – Shenhua Hotel: questa città una splendida scoperta, nonostante l’impatto sia stato drammatico. Una struttura vista online scopro che non accetta stranieri (tenetelo bene a mente), trovo quindi questo hotel dopo avere tanto tanto camminato per la città. Camera grande, personale gentilissimo ma niente inglese, anzi nemmeno sapevano della recente politica visa free per i cittadini italiani. Qua turismo internazionale poco, ma la città merita davvero tanto.

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Hohhot – Hanggai International Youth Hostel: Sarà un caso, ma nella parte di Cina meno cinese del viaggio, è dove ho trovato più facilmente la struttura. Un ostello gestito da ragazzi che parlano inglese e bene, raggiungibile in bus dalla stazione est di Hohhot e di fianco ad una specie di quartiere commerciale dotato di tutti i servizi. Da queste parti ho mangiato un piatto spettacolare a base di pollo, patate e funghi. La Mongolia Interna va approfondita in futuro.

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Datong – Chunlei Hotel: altro luogo degno di nota, personalmente a me Datong è piaciuta molto. La città vecchia è meno “in vetrina” di Pingyao, forse perché più grande mentre le grotte buddhiste, facilmente raggiungibili in bus, hanno uno stile a metà tra quelle di Luoyang e quelle di Dunhuang. Questa struttura si trova di fianco alla stazione, prendi come riferimento la catena 7 Days Inn. Economica, camera decente e posizione buona per andare ovunque in bus o treno.

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Taiyuan – Sanjin Yinxiang: la struttura più hardcore dell’intero viaggio, rispetto alle indicazioni presenti su Agoda si è trasferita poco distante, ora è in Jiucheng Jie (旧城街) all’interno di un condominio. Anche le foto non sono realistiche, adesso è un appartamento privato con letti ovunque, i prezzi sono incredibilmente bassi. Se vuoi immergerti nella vita locale, allora vieni qui. Ma contattali o non li trovi. Da segnalare il vicino parco, davvero stupendo.

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Zhengzhou – Xie Yi Hotel: una cosa che ho imparato in Cina è che gli alberghi vicino alle stazioni, possono essere una salvezza. Questo si trova proprio di fianco a quella di Zhengzhou, dove ho odiato tutto il personale (a volte succede). Prezzo buono, camera enorme, inglese non pervenuto. Se devi dormire una notte e ripartire il mattino dopo è l’ideale. La fermata della metropolitana è dall’altra parte della stazione, impossibile da raggiungere. Sei avvisato…

Google Maps (come riferimento Yima Road – lato posteriore stazione)

Xian – Facebook Youth Hostel: di nuovo a Xi’an, stavolta con un budget ridotto. Una struttura accogliente, qualche parola di inglese c’è e camere senza infamia e senza lode. La posizione non è niente male, a due passi dalla Bell Tower e tre dalla metropolitana. Tra l’altro si trova in una vietta molto tranquilla, davvero una buona soluzione per riprendersi da un viaggio abbastanza faticoso.

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E anche questa volta abbiamo visto alberghi e posti nuovi, alla prossima!

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