Pand and Furios, il giro del mondo in Panda
Inutile negarlo, questo blog ha un rapporto particolare con le Panda che solcano le piste del mondo. E con tutti coloro che affrontano la vita come fosse un’avventura, leggi la storia di Monica. Questa volta incontriamo Riccardo e Davide, che sulla loro Panda si apprestano a fare il giro del mondo. Un progetto del genere andava assolutamente approfondito, motivo per cui non ho perso occasione per intervistarli, ecco cosa ne è venuto fuori.
Ciao Davide, parlaci di voi e del vostro progetto, che aspettative avete?
Io e Riccardo siamo due semplici disadattati che non possono stare fermi a casa senza un progetto di viaggio. Per noi è una passione divorante che cerchiamo di far conciliare con il quotidiano. Io ho una copisteria a Milano mentre Riccardo si occupa di cantieri presso il Comune di Genova, ci siamo conosciuti in Namibia e poi, essendo pure amanti delle auto vintage, abbiamo unito questi due interessi in un progetto di viaggio un po’ fuori dalle righe: il Panda World Tour, ovvero il giro del mondo in Panda, con partenza dal Sudafrica e arrivo in Australia – per quanto, una volta arrivati a Sidney, sappiamo già che vorremo andare oltre, verso le America e sempre in Panda. Una parte della sfida è affrontare il giro del mondo con una Panda di serie senza particolari modifiche, proprio come mamma Fiat l’ha fatta. Il viaggio on the road ti permette di calibrare il viaggio secondo i tuoi tempi e i tuoi interessi, cambiarlo in corso d’opera ma, specialmente, fermarti dove vuoi. Vogliamo vivere senza filtri tutti i paesi che incontreremo, incontrare le persone lungo la strada, giocare coi bambini, sperimentare le cucine locali. Ci aspettiamo di portare a casa dei ricordi unici e veri, non da turisti. Proprio per questo abbiamo pure fondato una piccola Associazione di Beneficenza, per portare aiuti agli orfanatrofi che incontreremo lungo il percorso. Vogliamo vivere una bella avventura che abbia però anche un risvolto utile e umano.
Quando avete iniziato a pensare a questa avventura?
Nel 2021 volevamo partecipare al Mongol Rally, la gara più folle del pianeta, da farsi su vecchie auto con motori non oltre i 1200 cc da Praga alla Mongolia e avevamo infatti allestito per questo una semplice Panda College del 2002. Il Rally è stato sospeso, prima per il Covid e poi per la guerra, e allora, dopo un’estate “di ripiego” in giro per la Turchia con il Pandino del Mongol Rally ci siamo inventati il giro del mondo in Panda. Abbiamo restaurato una Panda 4×4 dell’89 a carburatore, tanto essenziale senza elettronica quanto affidabile, e l’abbiamo imbarcata per Durban. Nel 2022 abbiamo fatto 20.000 km passando da Sudafrica, eSwatini, Botswana, Zimbabwe, Namibia e Lesotho mentre nel 2023, avendo lasciato il Pandino a Johannesburg, abbiamo proseguito per Mozambico, Malawi, Tanzania e Kenya. Per problemi logistici (guerra in Sudan) la Panda è tornata via nave in Italia ma nel 2024 la spediremo sempre in un container in India per visitare sia India che Pakistan. Per fortuna siamo riusciti a trovare dei buoni sponsor e ad arrivare ad oltre 13.200 follower su Instagram con la nostra pagina PAND AND FURIOUS, che è il nome del nostro team. Abbiamo appena rifatto motore e cambio per cui contiamo di andare molto lontano (incrociamo le dita…)
Cosa sta risultando essere la parte più difficile dell’organizzazione?
Per assurdo non sono né i chilometri e neppure gli imprevisti di viaggio ad essere un problema quanto la burocrazia. Le normative cambiano da una nazione all’altra in modo capriccioso e non si può rischiare di sbagliare. Abbiamo preso una multa in Mozambico, per esempio perché non avevamo un estintore in auto e ne abbiamo evitata un’altra perché, sapendolo, avevamo messo dei catarifrangenti sul paraurti anteriore come richiedeva il Malawi. Un grande problema son pure le normative in merito ai tempi di permanenza massima dei veicoli stranieri nei vari stati, cosa per noi importante in quanto, potendo viaggiare solo in estate, contiamo di lasciare la Panda parcheggiata all’estero da un anno all’altro. Per il superamento delle frontiere bisogna inoltre fare emettere dall’ACI il Carnet de Passage ma spesso i doganieri non lo conoscono e non sanno come gestirlo, ma senza i timbri giusti poi saltano fuori problemi alla dogana successiva. Quest’anno il supporto di Pietro ci ha già chiarito alcuni aspetti importantissimi, per esempio. Un aspetto indiretto dell’organizzazione è la gestione dei costi che nell’insieme sono alti, specie per noi che abbiamo un budget limitato. Infatti risparmiamo tutto l’anno per poter sostenere le spese che vanno dalla spedizione della Panda, come quest’anno, ai costi per la manutenzione perché si, la Panda è una cheap car, ma comunque va curata, specie evitando ricambi di bassa qualità che durano poco. Un ultimo aspetto dell’organizzazione è la gestione della nostra Associazione di Beneficenza che richiede adempimenti burocratici e poi azioni per la raccolta dei fondi.
Che playlist state preparando per un viaggio così lungo?
Non abbiamo l’autoradio in Panda! Viaggiando con i finestrini abbassati non si sentirebbe benissimo e i chilometri li passiamo chiacchierando, leggendo le guide o ammirando i paesaggi. La musica la riesumiamo quando montiamo i video cercando atmosfere locali o pezzi stile Moby, Sigur Ross o Coldplay.
Ci sono libri che consiglieresti a chi volesse iniziare a sognare un viaggio come il vostro?
Viaggi e libri stimolano il sogno e noi adoriamo sia le collane tematiche che i libri dei grandi esploratori per terra e per mare che alimentano la passione per i viaggi. Quando progettiamo le tappe del nostro viaggio, comunque, ci divoriamo le guide della Lonely Planet che sono un ottimo punto di riferimento per la parte operativa. Nel nostro caso di Pandisti senza speranza un libro carino è stato “Panda o morte”, un viaggio in Asia fatto con la Panda. Oltre a ciò, sicuramente, i libri storici aiutano a capire il perché del presente di una nazione. Per l’Africa avevamo letto alcuni libri sui grandi esploratori dell’800 come anche sull’apartheid in Sudafrica o sullo schiavismo in generale. Per la Turchia è stato interessante conoscere la storia di Bisanzio. Quella storica è una dimensione interessante da approfondire per non arrivare in un posto col limite della propria cultura e del proprio passato
Non ci resta che ringraziare Davide per questa bella chiaccherata, se volete seguire le loro imprese ecco la loro pagina Facebook e quella Instagram.
Foto di Pand and Furios