Afghanistan crocevia di culture, una recensione
Ci sono libri semplici, praticamente usa e getta, che si leggono senza troppo impegno. E poi ci sono libri che vanno letti con cura, con lo stesso impegno con cui sono stati scritti. E’ il caso di Afghanistan, crocevia di culture edito da Luni Editrice, libro che prende spunto da un convegno organizzato da ICOO (Istituto di Cultura per l’Oriente e l’Occidente) ed il centro missionario PIME. Nel libro troverai contribuiti di vari autori, ognuno esperto nel proprio campo.
Arte e pensiero
Per la maggior parte delle persone, l’Afghanistan è solo un luogo dove un giorno sì e l’altro pure si combatte una guerra. Oggi il paese è finalmente in pace ma sotto il regime talebano. Insomma per chi non ha grandi conoscenze del paese, Afghanistan non vuol dire niente di buono. Proprio il mito che quest’opera vuole smontare, anche ripercorrendo le vicende afghane del passato. Ne emerge un Afghanistan come luogo di incontro e dialogo di culture molto diverse tra loro.
Alessandro Magno, ma anche gli Yuezhi in fuga dai nomadi delle steppe, popolazioni iraniche e popolazioni indiane. Geograficamente strategico ed in contatto con mondo persiano, Cina, subcontinente indiano ed Asia Centrale, l’Afghanistan è riuscito ad assorbire elementi culturali differenti, sempre rielaborandoli in maniera unica. Senza dimenticare il ruolo afghano nell’antica Via della seta, l’insieme di rotte su cui transitavano commerci ed idee.
La geopolitica
Tuttavia, non si vive di solo passato. Rivangare età dell’oro non serve a costruire il futuro. Questo quello che ci comunicano gli ultimi interventi presenti nel volume. Abbiamo parlato della posizione geografica dell’Afghanistan, se da un lato è stata uno stimolo culturale dall’altro ha significato una costante presenza negli scontri tra imperi. Insomma, l’Afghanistan si è sempre trovato in mezzo a guerre non sue in cui districarsi.
Non stupisce la fama guerriera delle tribù afghane, qualcuno disse che si tratta di un paese che si conquista ma non si domina. Come non stupisce che una terra con dinamiche così particolari non possa funzionare con una democrazia forgiata altrove e imposta per decreto. Molto interessante anche la comparazione presente nel libro, tra vecchio e nuovo regime talebano. Un particolare sfuggito ai meno attenti. I talebani si sono aperti al mondo, vedremo poi con quali risultati.
Le voci
Molto interessante anche la parte finale del libro, in cui sono stati inseriti testi di autori afghani. Tutti parlano di Afghanistan, pochi parlano degli afghani, cosa provano, come si sentono e cosa hanno vissuto nel loro intimo. Insieme a questi testi troviamo due testimonianze di grandi appassionati di Afghanistan dedicati a temi molto particolari come le daghe del Khyber ed i “tappeti di guerra”. Una dimostrazione della capacità afghana di rielaborare.
Quello di cui forse l’Afghanistan ha bisogno è proprio che qualcuno ascolti la sua voce. Ma che l’ascolti con la volontà di ascoltare, non per usarla per propri fini. Se una volta gli imperi cozzavano sui campi di battaglia, oggi lo fanno in arene virtuali. Il risultato è sempre un Afghanistan terra contesa a tutto discapito della sua popolazione, di cui a molti non importa poi più di tanto. Afghanistan crocevia di culture tenta di andare nella direzione opposta.
In conclusione un libro davvero utile per conoscere l’Afghanistan, ma attenzione qui si parla di capire l’Afghanistan, non di capirne la cronaca. Questo non è un instant book che cavalca il tema del momento, è un libro che parte dalla realtà del presente per andare a scavare il passato, alla ricerca di comprensione. Un libro che richiede quindi un po’ di impegno, ma che saprà sicuramente fare innamorare di un paese meraviglioso e ricco di suggestioni come è l’Afghanistan.
Immagine di copertina: Wikicommons

Grazie per questa bella recensione del libro che ho curato insieme al prof. Michele Brunelli, per la Collana “Biblioteca ICOO” di Luni Editrice. Il volume sarà al centro di una serata in fase di organizzazione per iniziativa della Biblioteca del Centro Pime (via Monte Rosa 81, Milano) e dell’Agenzia Asia News, con la partecipazione di giovani afghani protagonisti di interessanti esperienze. Il 29 maggio. Dettagli prossimamente su http://www.icooitalia.it (anche Facebook e Instagram di ICOO). Spero di incontrare tutti!